sette giorni che sei andata via. mi fa strano metterlo nero su bianco ma questo di scrivere è uno dei tentativi per tentare di colmare un senso di vuoto che mi sta logorando. pensare a matteo, alle mie responsabilità di madre, sembra non bastare più. la presa di coscienza si sta portando via anche quei dolci momenti di oblio in cui il mio cuore prendeva fiato e si riposava dal grande dolore…cazzo, invece il tuo ha smesso di battere.
non voglio che passi il tempo, non voglio raccontare a mio figlio di te. ti voglio ancora vivere, voglio che matteo ti conosca, passi con te l’estate a lavinio, si senta protetto dalle tue esili e sapienti braccia, costruisca la sua fantasia attorno ai racconti dell’orto, delle galline e di come quella volta quel gatto uccise il piccolo coniglio bianco mentre tu spazzolavi i miei capelli nel bagno rosa. voglio che gli racconti di quanto erano grossi gli acini di uva che coltivava tuo marito e di quanta buona frutta cresceva dagli alberi, tanta che la portavi in regalo alle tue sorelle nelle visite domenicali.
nonna, per favore, racconta a matteo che uomo meraviglioso era tuo marito e di come ti sei sentita quando se ne è andato:”come un albero a cui hanno tagliato i suoi rami”, raccontaglielo tu nonna perchè attraverso le tue parole ed il tuo sguardo possa imparare l’amore e la dedizione per un’altra persona. raccontagli di quanto latte avevi e di come hai nutrito tua nipote rita perchè checchina nonostante avesse un grosso seno, il latte non ce l’aveva proprio. raccontaglielo nonna perchè lui comprenda il significato della solidarietà in una famiglia. e poi nonna non dimenticarti di raccontargli di come hai perso tuo fratello renato durante la guerra. che sfortuna per quel bellissimo ragazzo che si fece un bagno dopo aver mangiato ed il mare se lo portò via. matteo ascolta nonna, tienilo bene a mente, si aspettano due, meglio tre ore, prima di tuffarsi dopo mangiato.
non toccare quello “che si roppe”, al mare dalle 8 alle 12, la pasta col sugo, l’acqua con giusto due dita di vino, il thè con un limone intero spremuto dentro più un’altra fetta dentro, il caffè è più buono se ci metti un po’ d’orzo come il ciambellone con l’olio di semi. l’olio cuore è più leggero e forse lo usavi anche per le zucchine e le melanzane perchè la pubblicità la faceva mike bongiorno. e che festa quando c’è buona domenica, mica come quella noia della rai. in questi 16 anni, da quando nonno non ti è stato più accanto, berlusconi ti ha donato una famiglia di plastica. la tua ti ha lasciato sola. sapevo che ti stavi spegnendo nonna, sapevo che soffrivi la solitudine della vecchiaia ma spesso ho girato la testa dall’altra parte ed ho pensato a me. non mi sento in colpa solo perchè tu non mi ci hai fatto mai sentire. dicevi che era giusto così. questo è amore e protezione. me l’hai insegnato tu. ti prego, dammi la forza per riuscire ad amare con la stessa verità.
Nonna
Novembre 11, 2008 di tolkingabaut